L’inferno di Colonia Dignidad nel nuovo libro di Lola Larra Sprinters – Edicola Ed

Sprinters di Lola Larra

Edicola ed_2021

Illustrazione Rodrigo Elgueta

Traduzione di Marta Rota NÚÑEZ

Recensione di Loredana Cilento

Nell’insieme di tutte quelle voci risiedeva, probabilmente, l’impenetrabile verità di quel villaggio di coloni tedeschi e anche di una buona fetta della storia del Cile. E allora, perché mai raccontare qualcosa in più?

Dietro il filo spinato di Colonia Dignidad si ergeva il piccolo villaggio fondato nel 1961 dall’ex medico nazista Paul Schaefer, lo Zio Paul, come si faceva chiamare dai coloni e dallo suo stuolo di bambini, gli Sprinters.

Colonia Dignidad situata a 350 chilometri dalla capitale Santiago, era uno Stato nello Stato, con una gerarchia feudale, i circa 300 abitanti, per lo più tedeschi, vivevano di agricoltura e allevamento, lavorando in condizioni disumane,con onnipotenza lo Zio Paul dettava legge, uomini e donne non si potevano sposare senza la sua “benedizione” , ma non solo, durante la dittatura di Pinochet, la colonia era utilizzata come luogo di tortura, e traffico di armi.

Il nuovo libro di Lola Larra, Sprinters, pubblicato in Italia da Edicola con la traduzione di Marta Rota Nunez e le illustrazioni di Rodrigo Elgueta, è un romanzo documentario, un non-fiction, che si basa sulle documentazioni, le interviste, e il materiale giudiziario raccolto durante l’inchiesta che portò al processo i gerarchi di Colonia Dignidad.

La trama di Lola Larra si basa sulla sceneggiatura mai terminata della protagonista che insieme a una donna della colonia, Lutgarda, parallelamente conducono una personale indagine e che inevitabilmente finiranno per incrociarsi.

Il piccolo Hartmut Münch, uno degli sprinters muore, si dice, accidentalmente durante una battuta di caccia organizzata dallo Zio Paul nei boschi, Lutgarda vuole dare un nome a quella tomba anonima, inizierà una vera e propria indagine parlando con gli ex coloni, quei ragazzi divenuti adulti ma che non potranno mai dimenticare le violenze aberranti che hanno subito nella camera da letto dello Zio Paul.

Lola Larra mescola la realtà con elementi di finzione, e lo fa in modo straordinario, una voce potente che avevo già avuto modo di conoscere attraverso il suo libro precedente A sud dell’Alameda illustrato da Vicente Reinamontes.

Cosa succedeva dietro quelle recinzioni spinate, sotto l’occhio vigile di telecamere, negli angusti cunicoli scavati sotto il villaggio? Connivenza con la dittatura di Pinochet, pedofilia, torture di ogni genere, crimini inenarrabili, ma attraverso la storia delle due protagoniste possiamo immaginare il groviglio inestricabile di bugie che ruotano attorno alla vicenda, con amarezza, con tristezza possiamo solo vagamente pensare al dolore vissuto dalla comunità all’interno di quella prigione “dorata”.

Ma chi può sapere chi mente e chi dice la verità; o se tutti dicono la verità solo in parte, vaghe certezze, ricordi imprecisi. Un unico avvenimento e così tante versioni, come succede spesso quando cerchiamo di ricostruire il passato. Per questo i film e i libri mentono: perché devono scegliere, tra tutte le possibilità, una sola versione. La più verosimile, se si può contare sul talento del narratore.”

Le fughe, il bisogno di libertà, il desiderio di vivere una vita sconosciuta, al di là della disumana realtà di Colonia Dignidad, sono rese palpabili attraverso la scrittura evocativa di Lola Larra.

Sprinters è un libro che ti resta incollato sulla pelle, ma soprattutto ti restano incollate quelle domande che ognuno di noi si pone dopo averlo letto: come sia potuto accadere? Come hanno vissuto i coloni privati di ogni cosa, della libertà soprattutto; di andare semplicemente in giro, in un ristorante, al cinema, anche i libri erano vietati, spesso censurati quei pochi cui era concesso leggere.

Una straordinaria ed elegante prosa che disvela gli orrori e le brutture di un microcosmo segreto.

Lola Larra ha pubblicato racconti e romanzi. È cresciuta a Caracas, ha lavorato come giornalista a Madrid per quasi quindici anni e nel 2006 è tornata a Santiago del Cile, dove è nata. Nel 2019 ha vinto il prestigioso Premio Andersen per A sud dell’Alameda illustrato da Vicente Reinamontes.

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