Dora e il Minotauro La mia vita con Picasso di Slavenka Drakulić -Bottega Errante edizioni


Titolo: Dora e il Minotauro

Autore: Slavenka Drakulić

Editore: Bottega Errante

Pagine: 248

Traduzione di  Estera Miočić

Recensione di Loredana Cilento

“il lato nascosto di una persona si vede solo nella fotografia, e solo se riesci a cogliere l’attimo in cui si rivela.”

Slavenka Drakulić scrittrice, giornalista e saggista di fama internazionale, nota in Italia sin dagli anni Novanta grazie alla pubblicazione di alcune sue opere sul mondo comunista e post-comunista, Bottega Errante ha portato in Italia Dora e il Minotauro, La mia vita con Picasso, tradotto da Estera Miočić, che fa parte di un trittico letterario che ha come protagoniste tre grandi donne del passato: Frida Khalo, Milena Einstein e Dora Maar.

Un espediente affascinante, quello del casuale ritrovamento di un quaderno nero, il famoso quaderno di Ménerbes, di cui tutti i biografi fino ad oggi  si sono occupati per ricostruire la vita della celebre fotografa e poi pittrice Theodora Markovitch, in arte Dora Maar, musa e amante di Pablo Picasso.

Nel romanzo di Slavenka Drakulić, ripercorriamo l’infanzia di Theodora, Dora, Dorina, Adora, Dorissima, a Buenos Aires, con la sua famiglia, il padre architetto di origini croate, e la madre francese Julie. 

Il quaderno nero a righe (anche se Dora odiava le righe) scritto con inchiostro viola in lingua croata, per proteggerlo dai curiosi, è il classico esercizio suggerito per dare sfogo ai propri sentimenti, come liberazione da un opprimente peso morale.

Crescendo Dora non aveva ereditato la grazia “francesa” (anche se in seguito ne apprese l’arte) della raffinata Julie, ma un fisico più imponente, ma la sua bellezza esotica è il suo lasciapassare nella negli ambienti bohemien dei surrealisti degli anni 30: Man Ray di cui divenne modella ufficiale, l’amico Paul Éluard, con la sua adorata Nusch André Breton e Georges Bataille, ex amante, l’attrice Sylvia, Michel Leiris, i fratelli Prévert, il gruppo di Montparnasse di cui non faceva parte Picasso perché lui non era uno che aveva bisogno di appartenere a qualcuno, o a un gruppo, nessuna appartenenza.

Picasso, resta ammaliato dalla foto scattata da Man Ray che ritrae Dora come una principessa indiana, un scatto fatale per l’artista spagnolo.

Quella fotografia è stata decisiva nella mia vita: quando Picasso la vide si innamorò della principessa indiana. Di ciò che rappresentavo, non di quella che ero veramente.”

Da donna sicura, spregiudicata, fotografa talentuosa, si abbandona completamente a quell’uomo, per prendere il posto ufficiale di musa e non più artista, non a caso il quadro Dora e il Minotauro è la perfetta sintesi di quel rapporto controverso e malato, avvinto alla sregolatezza e all’egocentrismo di un uomo che non nasconde i suoi innumerevoli tradimenti, gli ambienti surrealisti sono poi una fucina trasgressiva degli artisti anticonformisti. I due amanti hanno soprattutto condiviso le opere dell’artista spagnolo, nella famosissima Guernica, Dora partecipò attivamente alle varie fasi della sua realizzazione, fotografando passa passo i progressi del quadro. Guernica ha rappresentato per Dora un momento prezioso, il momento in cui Dora non vedeva il Minotauro ma due artisti posti sullo stesso piano. “Eravamo amanti, ma anche artisti e quindi, in qualche modo, pari. ”

La figura ingombrante di Picasso ha segnato Dora psicologicamente, l’uomo dal ciuffo ribelle e ridicolo che prima idealizza, lusinga le proprie amanti per poi sminuirle, e porle in una condizione di sudditanza, si crogiola nel vederle litigare, contendersi l’attenzione, l’amore, sorride della contesa, godendosi lo spettacolo dall’alto della sua superbia. 

Dora e il Minotauro è anche la cronaca sociale di un periodo tragicamente bellicoso, il massacro di Guernica, la deportazione degli ebrei, l’avanzata tedesca.

“La trasformazione di Dora Maar nella Donna che piange si sarebbe compiuta di lì a poco..”

Slavenka Drakulić ha sapientemente descritto la vita logorata, consumata di una donna che ha cancellato la sua personalità per un amore costellato di privazioni morali ed emotive, la narrazione non-fiction a tratti frammentata, ci restituisce un ritratto reale, quotidiano, tra luci e ombre di un’artista offuscata, persa nel ricordo e nel rimpianto.

“Di lui mi è rimasto il sapore della sconfitta. Mi ha spezzato come artista, per poi ripudiarmi come modella e amante. La francesa dentro di me sa che Picasso l’ha abbandonata per una più giovane. Di fronte a questa paura del ripudio, la mia raffinatezza, la mia cultura, talento, successo, indipendenza, auto-consapevolezza, tutto ciò perde forza. ”

Un romanzo bellissimo!!!

Tra le opere dell’autrice ricordiamo: Balkan Express e Caffè Europa (Il Saggiatore), Pelle di marmo (Giunti), Il gusto di un uomo (Il Saggiatore), Come se io non ci fossi (Rizzoli), Il letto di Frida (Elliot), L’accusata (Keller). Nel 2004 l’autrice ha ricevuto il premio Award for European Understanding della Fiera del libro di Lipsia.

3 risposte a "Dora e il Minotauro La mia vita con Picasso di Slavenka Drakulić -Bottega Errante edizioni"

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