Madame la Dostoevskaja, Una storia d’amore e poesia a Mosca di Julia Kissina – Scritturapura edizioni

“E lei è il nostro giovane talento, l’indimenticabile e l’incomparabile Madame Dostoevskaja, nemica del sesso, campionessa di turbodecadenza, dotata di dono divino…”

E tutti sospirarono con ironia: “Elephantina!”


In una Mosca che si avvia al cambiamento politico e culturale, all’alba della perestroika, una giovane donna fa il suo ingresso nella culla della letteratura russa, sono gli  anni ottanta, gli anni di una grande e difficile rivoluzione culturale  attraverso gli  intellettuali dissidenti, colmi di un pacato cinismo, avanguardisti! Elephantina lascia la noiosa Kiev armata della sua pesante macchina da scrivere per raggiungere il suo amato Guru Pomidorič.

“Nei suoi tratti ritrovavo qualcosa che conoscevo sin da bambina e con esso qualcosa di calcolato che mi gelava il cuore. Ogni tanto mi lanciava sguardi fugaci e ogni volta rabbrividivo.”

La giovane Elephantina, quindi lascia il soporifero istituto d’arte e il teatro per arrivare al cuore della letteratura, la poesia, nella rutilante e cosmopolita Mosca.


Madame la Dostoevskaja, Una storia d’amore e poesia a Mosca di Julia Kissina, con la brillante e versatile traduzione di Luisa Giannandrea, (Scritturapura), sono fotogrammi di un decennio denso di trasformazioni, attraverso gli occhi della giovane intellettuale disobbediente e anarchica, che si oppone alla rigidità sovietica, un’anticonformista dall’animo poetico.


“Non potevo raccontargli che quel cappotto lo avevo fatto per attirare l’attenzione di un uomo per me importantissimo, e che in realtà quel cappotto non era un cappotto ma una bandiera, un simbolo, un manifesto futurista.”

Elephantina è il ritratto vivente di un’epoca che ha subìto e, accolto talvolta, il cambio generazionale di uno Stato, che ha promulgato riforme importanti verso la democratizzazione del sistema, non del tutto perfetto.Ma la rappresentazione dell’anticonformismo della giovane protagonista non è certamente un rigoroso monito verso gli eventi di un’epoca fortemente contraddittoria, ma è uno sguardo ironico, a tratti parodistico di una cerchia di illuminati e non, alla ricerca di se stessi nel  sistema culturale del tempo. Obiettivi che non sempre trovano terra fertile per crescere, i sogni di Elephantina non sempre sono edificabili, e così che l’accettazione prende il sopravvento sui suoi ideali; nonostante il suo errare in cerca di una sistemazione, nonostante il tentativo di espugnare un territorio artistico fortemente maschilista, attraverso improbabili versi accolti con imbarazzo più che con voluttà.


“Se vuoi fare sul serio con la letteratura, fame e povertà ti perseguiteranno. Sei pronta?” mi chiese un giorno papandrelo.
“Per un fine così grande sarei pronta anche a gettarmi nella più profonda pozza di fango della Siberia”

Una scrittura vivida, essenziale ma molto curata,  Madame Dostoevskaja  di Julia Kissina è un piccolo gioiello di spregiudicata bellezza.

Julia Kissina

Nata nel 1966 a Kiev, in Ucraina, da una famiglia ebrea e ha studiato scrittura drammatica presso l’Istituto di cinematografia Gerasimov di Mosca, noto anche come VGIK.

Rifugiata politica, è emigrata in Germania nel 1990, dove si è successivamente laureata all’Accademia di Belle Arti di Monaco.

Membro di lunga data del movimento concettualista di Mosca e una delle più note autrici dell’avanguardia letteraria russa.

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