Le finestre di Berlino di Aleš Šteger – Bottega Errante Edizioni

Titolo:Le finestre di Berlino

Autore: Aleš Šteger

Editore:Bottega Errante Edizioni


Illustrazioni: Elisabetta Damiani


Traduzione: Michele Obit

Recensione di Loredana Cilento

“Un muro non divide solo quel che possiamo o non possiamo vedere, divide soprattutto quel che vogliamo o non vogliamo vedere.”

Trentacinque brevi e intensi scatti riproducono la città di Berlino attraverso un occhio straniero, quello dell’autore Aleš Šteger, trentacinque microracconti originali, attraverso i quali possiamo immaginare i fusti di cactus deformi legati tra loro che campeggiano dalla finestra al primo piano della sessantasette di Zionskirchstrasse, possiamo percorrere quella che una volta era la strada più larga di Berlino, nell’ex capitale del Reich, costeggiata da imponenti candelabri marmorei, dove, dell’architetto del Führer, Alfred Speer, non è rimasto nulla. I venditori del mercatino delle pulci che offrono i ricordi di un tempo che fu, nelle zuccheriere anni Cinquanta, istanti in vendita, oggetti che lasciano un’impronta nella memoria.

E così con lo sguardo dello scrittore, uno straniero anche in terra natia, scivola attraverso una fessura, quella di Berlino mostruosa e meravigliosa allo stesso tempo.


“In piena notte mi stendo in queste parole e, mentre sussurro fra me e me i versi in sloveno, si insinua in essi – sommessamente – un’altra musica. Giunge dal piano di sopra, adesso la riconosco, è leggera come l’aria di maggio, è Girl from Ipanema che in piena notte si fa strada attraverso la fessura Berlino, attraverso la spaventosa, bellissima fessura Berlino.”

I buchi neri di Berlino ti risucchiano e ti assorbono la vitalità, è una sorte di simbolismo estremo che richiama la realtà berlinese e la sua rutilante quotidianità.
Lo stesso simbolismo, poi, utilizzato per definire il tempo, un calendario virtuoso di digiuno, il corpo si divide dall’anima, Berlino vista in prospettiva; attraverso un bicchiere rotto si scorgono gli orli frantumati del tempo, difficili da ricomporre, vivono ovunque.


“Ed era fame di tempo ciò che più sentiva il mio corpo, mentre le mani lavavano le stoviglie, e lo sguardo passeggiava davanti alla finestra della cucina. Tra i condomini di Wilmersdorf i bambini turchi seminavano voci e risate all’ombra dei tigli.”

La scrittura di Aleš Šteger è fortemente ispirata, è prosa poetica, è letteratura che incalza il lettore, non lo accarezza, lo scuote e lo cattura.

Le finestre di Berlino è semplicemente un bellissimo libro!


Aleš Šteger è uno degli interpreti più brillanti ed eclettici della nuova letteratura slovena e un protagonista della vivacissima scena culturale lubianese. Scrittore cosmopolita, traduttore, critico letterario, fotografo, instancabile giramondo, Šteger è ideatore e organizzatore di festival ed eventi letterari. È inoltre direttore editoriale della casa editrice Beletrina di Lubiana. Ha al suo attivo diverse raccolte di poesia, tradotte in varie lingue, e un racconto di viaggio. Ha curato diverse antologie di poesia slovena e tradotto, tra gli altri, Pablo Neruda, Gottfried Benn e Ingeborg Bachmann. Affresco incisivo e al tempo stesso surreale di un ispirato flâneur, il suo Berlin si è aggiudicato in patria il premio Marjan Rožanc ex aequo per il miglior saggio 2007 ed è apparso per la prima volta in Italia per i tipi di Zandonai Editore nel 2009.

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