Solenoide di Mircea Cărtărescu  – Il Saggiatore

Titolo: Solenoide

Autore: Mircea Cărtărescu 

Editore: Il Saggiatore

Traduzione di Bruno Mazzoni

Recensione di LV

“I sogni costituiscono il più antico e certo non il meno complesso genere letterario”.

(Jorge Louis Borges)

In questo pensiero del grande Borges è racchiuso tutto il significato di “SOLENOIDE” opera monumentale di Mircea Cărtărescu dove gli elementi onirici sono fortemente presenti e, oserei dire, quasi preponderanti. 937 pagine di straordinaria bellezza che non concedono, sebbene molto complesse, il minimo spazio alla noia. “Solenoide” è uno di quei libri che non hanno una trama facilmente individuabile o ben definita. Quindi uno di quei libri che, a lettura ultimata, sebbene offra tantissimi spunti di riflessione, non sai mai da dove iniziare per abbozzare anche una breve recensione che possa dare l’idea della magnificenza del libro. Se posso azzardare un paragone negli ultimi anni solo con “2666” e “I detective selvaggi” di Bolaño e “La parte inventata” di Rodrigo Fresán mi è successa la stessa cosa.


Un punto da dove iniziare alla fine l’ho trovato: dopo aver letto più di metà del libro quando a un certo punto il protagonista, un insegnante e scrittore “fallito”, alter ego di Cărtărescu, racconta la sua storia d’amore con Stefana, sua prima moglie, con la quale si trova a passeggio, mentre è in corso una bufera di neve, per le strade di Bucarest. Camminano l’uno accanto all’altra mentre lei regge un mazzo di fiori. Fa talmente freddo quel giorno che l’autista di un tram, sebbene non richiesta, effettua una fermata per farli salire e farli stare un po’ al caldo. Una volta su “i presenti un po’ commossi ci applaudirono. Erano felici per noi, NONOSTANTE L’INFELICITÀ GENERALE”. Ecco, per capire l’atmosfera dove si muovono i personaggi di Cărtărescu bisogna capire a che cosa era dovuta “l’infelicità generale” che opprimeva i cittadini di Bucarest e di tutta la Romania; fare un bel ripasso di storia dal ‘58 (dai fatti di Ungheria) fino al dicembre dell’ 89 (anno della morte di Ceausescu) e sarà chiaro a chi legge il libro che è ambientato nel periodo più buio e opprimente della storia rumena. Badate, Il dittatore Ceausescu non viene mai nominato, ma la sua figura aleggia per quasi tutto il libro, soprattutto quando l’autore parla della decadenza e della fatiscenza della sua città:

“…Il mio mondo è Bucarest, la città più triste sulla superficie della terra… Bucarest è il prodotto di una mente colossale apparsa all’improvviso…non ha storia, ma si limita a mimarla… la città più malinconica del mondo, invasa dall’onisco dei muri, corrosa dai potenti acidi del tempo e della nostalgia…”

Cărtărescu vive quell’epoca, in un certo senso la subisce, e la fa rivivere malinconicamente, attraverso i suoi personaggi, nelle pagine di tutti i suoi libri soprattutto in “Solenoide” che rappresenta la summa della sua opera omnia e dove i temi che tratta (solitudine, infelicità, follia..)raggiungono l’apice.
Faccio un azzardo. “Solenoide” è un capolavoro. Uno di quei libri che produce Letteratura allo stato puro e non mi meraviglierei se il 7 ottobre, giorno del l’assegnazione del Nobel, l’Accademia di Svezia pensasse a Mircea Cărtărescu, dopo tante candidature, per dare onore a questo premio.

Mircea Cărtărescu (Bucarest, 1956) è considerato il maggiore romanziere di lingua romena e tra i più importanti in Europa. Ha vinto molti premi, tra cui l’Internationaler Literaturpreis a Berlino (2012), lo Spycher in Svizzera (2013), il premio di Stato per la Letteratura europea conferito dalla Repubblica austriaca (2015) e il Prix Formentor (2018). È stato inoltre più volte segnalato per il premio Nobel. Tra le sue opere, uscite in Italia per Voland, ricordiamo Travesti (2000), Nostalgia (2003), la trilogia Abbacinante – L’ala sinistra (2008), Il corpo (2015), L’ala destra (2016) – e Il Levante (2019). Solenoide è considerato il suo capolavoro.

3 risposte a "Solenoide di Mircea Cărtărescu  – Il Saggiatore"

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  1. Non ho mai letto nulla di Cartarescu, o meglio, ho provato a leggere un volume di Abbacinante e mi sono dovuta arrendere, non riuscivo a seguirlo, non ci capivo nulla… forse perché non ero partita dal primo, in ogni caso mi sono scoraggiata. Però ho amato molto 2666 e La parte inventata, quindi se questo Solenoide ricorda in qualcosa quei due capolavori, bisognerà che mi cimenti…

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