Non leggere i fratelli Grimm di Iván Maureira Ortiz – Edicola ed.

Titolo: Non leggere i fratelli Grimm

Autore: Iván Maureira

Editore: Edicola, novembre 2021

ISBN :978-88-99538-68-2   

Traduzione  di Claudia Morazzi

Recensione di Loredana Cilento

«Gabriel camminava per le strade di Valparaíso, ma in realtà si faceva largo nel bosco che da quel momento, e per molti anni, lo avrebbe tenuto separato dal resto delle persone.»

Un esordio, quello di Iván Maureira, nella narrativa che segna la nascita di uno scrittore, a mio avviso, geniale, con Non leggere i fratelli Grimm. Grazie alla lungimiranza della casa editrice Edicola, che come un ponte ideale collega due culture, dal Cile all’Italia, possiamo leggere, tradotto impeccabilmente da Claudia Morazzi, una fiaba noir dove i personaggi si muovono attorno all’amore, ma soprattutto ai desideri negati.

Tutto ha inizio in Cile, a Valparaíso – la valle del paradiso – siamo nel 1939 quando l’esuberante Diane Burbank sbarca dall’American Dream che collega la California al Cile.

“Diane era nata negli anni Venti, tra le due guerre, un decennio caratterizzato da una morale libera e dagli stenti della Grande Depressione, perciò si preoccupava più che altro di sopravvivere e divertirsi.”

Diane  avrebbe dovuto consegnare il primo lungometraggio di Biancaneve e i sette nani all’imprenditore Pietro Cambiasso, ma qualcosa va storto e la Disney revoca l’accordo per la diffusione nei cinema di Cambiaso. Diane nel frattempo ha avuto un incontro passionale con il giovane Giorgio, l’ unico e primo grande amore per lui. A distanza di trent’anni, il ritorno di Diane a Valparíso e la successiva morte partorendo il figlio di Giorgio, Gabriel.

Giorgio è un padre schivo, chiuso nel suo piccolo mondo fatto di disegni e vecchie pellicole, a prendersi cura del piccolo Gabriel è la giovane Anastasia Perez, che lo crescerà nell’oscurità delle sue perversioni e ossessioni, nate dalle storie dei fratelli Grimm nelle  versioni originali.

“Il pessimismo pratico che aveva acquisito grazie ai fratelli Grimm le permise di vedere tutto con chiarezza”

Gabriel Cambiaso si trasforma in un giustiziere seriale, punendo, ai suoi occhi le colpe e le crudeltà degli esseri umani, seguendo le orme di Émile Dubois, il vendicatore dei vinti e degli oppressi.

La manipolazione che esercita Anastasia su Gabriel è dettata da un profondo malessere che ha poi  trasformato in lucida pazzia, il mondo non è la descrizione finale di e vissero tutti felici e contenti come la confeziona la Disney, ma più oscura, la percezione e l’osservazione si presta a un ventaglio più ampio, un assassino non è per forza una brutta persona.

“I due si sentivano gli unici a percepire la realtà come era davvero, un caos senza nessun ordine superiore a guida e controllo delle minuzie degli esseri umani”

I personaggi sono descritti con assoluta spontaneità senza mezzi termini o fronzoli linguistici mai asettici, l’accattivante scrittura di Maureira è essenziale, lucida, ogni parola è scelta con cura.  Maureira ha dato     vita a una mimesi che rappresenta una realtà a volte spietata, dove  l’infanzia può essere turbata, manipolata da un mondo gretto, spezzando un equilibrio molto fragile, quello determinante tra bene e male.

Mi auguro di leggere molto altro di Iván Maureira, senza ombra di dubbio mi ha letteralmente conquistata, Non leggere i fratelli Grimm, è anche e soprattutto una profonda conoscenza con la valle del paradiso, Valparaíso, penetrando con uno sguardo attento nelle sue bellezze malinconiche e contraddittorie, un viaggio alla scoperta della cultura cilena,

“Valparaíso aveva dovuto reinventarsi, fino a diventare quello che è ancora oggi, una città povera che conserva le tracce dei suoi tempi migliori restituendo a ogni angolo una solenne nostalgia.”

Iván Maureira Ortiz è nato a Chillán nel 1978 e si occupa di conservazione e restauro dei beni culturali. Lavora come docente e ricercatore nell’ambito del patrimonio culturale, come sceneggiatore di documentari e di programmi culturali televisivi. Nel 2008 ha pubblicato il libro di poesie Moralejas extrañas (La Calabaza del Diablo). Non leggere i fratelli Grimm è il suo primo romanzo tradotto in italiano

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