La befana vien di notte…

La Befana vien di notte…
Come da tradizione la notte fra il 5 e il 6 gennaio un’adorabile vecchietta a cavallo di una scopa, distribuisce doni e dolciumi a tutti i bambini, così come i Re magi hanno portato oro, incenso e mirra alla nascita di Gesù. Molte le tradizioni, le leggende attorno alla figura della vecchietta vestita di stracci, c’è chi dice che rappresenti l’anno vecchio per accogliere quello nuovo.

Un’Epifania che però rappresenta anche la fine delle feste, tutte le feste porta via…I festeggiamenti regionali vanno dalla celebre Regata veneziana sul Canal Grande, dove sfila un corteo di barche con a bordo persone travestite da Babbo Natale e Befana, al raduno che si svolge a Fornovo Taro, in provincia di Parma. La città per l’occasione si riempie di centinaia di persone in costume e tra canti e balli si eleggono Madame Befana e Monsieur Befano.

Ma non dimentichiamo Il Panevin friulano, uno spettacolare Falò attizzato da una forca per rendere le scintille sempre più alte, a seconda della direzione che prenderà il fumo determinerà l’andamente benevole o malevole dell’anno che verrà.

E non mancano certo le più svariate prelibatezze culinarie, soprattutto dolciumi, vere ghiottonerie regionali che dettano legge sulle tavole italiane:

La Fugassa d’la Befana piemontese, è una focaccia arricchita con canditi e uvetta, molto aromatica.I befanini ovvero biscotti di pasta frolla della cucina toscana, ricoperti di zuccherini colorati che i bambini adorano. I pepatelli tipici del Sud Italia, sono biscotti a base di miele, mandorle e scorza d’arancia arricchiti con pepe, dal sapore particolarmente piccante.
Il nome della Befana deriva dal greco Epifania, manifestazione, apparizione divina. La parola con le evoluzioni linguistiche è diventata prima “bifania“, poi “beffania” e infine quella che conosciamo oggi.


“La Befana vien di nottecon le scarpe tutte rotte col vestito alla romana:Viva viva la Befana!”

“La Befana vien di nottecon le scarpe tutte rotte,con la scopa di saggina:viva viva la nonnina!”

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