Le incredibili vicende della città di Kolokolamsk e altre storie di Ilja Ilf e Evgenij Petrov – Spider&Fish

Edizione: Spider&Fish
Collana: Le Cernie
pagine: 153
Traduttore: Caterina Garzonio

Recensione di Loredana Cilento

Per tre giorni e tre notti gli eletti tra gli abitanti di Kolokolamsk se ne stettero nell’arca, centellinando il cibo e i discorsi in ansiosa attesa dello sviluppo degli eventi. Il quarto giorno fecero uscire dal boccaporto dal tetto una cornacchia. Questa volò via e non fece ritorno. «È ancora presto» disse Lordurin. «L’acqua non è ancora defluita!» spiegò il capitano. Il quinto giorno fecero uscire un’altra cornacchia. Questa tornò dopo cinque minuti. Legato alla zampa sinistra recava un biglietto: «Uscite fuori, imbecilli» Firmato :«Sindak-Tauron»

Fulcro di questa eccezionale raccolta di storie, scritta dai due amici, Ilja Ilf (1897-1937) e Evgenij Petrov (1903-1942), nati entrambi a Odessa, e giunta in Italia grazie alla lungimiranza della casa editrice Spider&Fish, pescatori di idee e tessitori di mondi, sono le paradossali e incredibili vicende che narrano con sagace ironia, i miti e le leggende che da sempre accompagnano la città dell’Impero russo negli anni venti. Le vicissitudini esilaranti e grottesche mirano al sistema comunista sovietico, puntano sulle amministrazioni dai loschi affari, sull’ingenuità del popolo, complotti, sabotaggi ai danni dei più deboli, espedienti, furfanterie e chi più ne ha più ne metta!

Una coppia di scrittori che hanno sfidato il sistema dell’Urss degli anni Venti, da quando si incontrarono a Mosca, entrambi lavoravano alla redazione della rivista Gudók, in pratica non si separano più scrivendo a quattro mani fino alla giovane scomparsa di  Ilf nel 1937.

Le strampalate vicende della città di Kolokolamsk sono animate da altrettanti personaggi che vivono di escamotage, ruberie e furberie come il primo personaggio che appare nella raccolta: il dottor Rimbombov investito fa causa all’ambasciata di kleptonia di lì a poco ogni cittadino di Kolokolamsk si faceva investire a Kleptonia per riscuotere il risarcimento fino a mandare in deficit la città.

Paradossali e surreale le avventure vissute dal Trasparente che per eliminare le lentiggini si lava con il sapone Lavolentigix inventato da Matronov.

“Ma il sapone ha funzionato? Le lentiggini sono scomparse?” “Le lentiggini sono scomparse” rispose con accondiscendenza l’invisibile “ma sono scomparso anch’io, compagno Matronov, si metta nei miei panni”

Avere un invisibile che può sapere tutto, e di tutti, non è una cosa da poco, i poteri alti potrebbero essere scoperti nei loro loschi affari e così una serie di equivoci, complotti, si dipano nei vari racconti che attraversano la città di Kolokolamsk. Suo malgrado diviene un eroe dell’anticorruzione.

Una narrazione a volte spietata e lucida che ritrae, con sottile ironia, tutti i trucchi e gli espedienti politici e della piccola borghesia a proprio vantaggio, come riscattare le origini proletarie di un purosangue che non ha altro che l’essere povero, quanto basta a Autentik per comprarlo con una scodella di brodo e un bicchierino di vodka.

Kolokolamsk con la sua arteria principale via Grande del Comitato Locale, piazza dei Membri, via Sgemba, via della Disannunciata e del Terremoto, e il famoso vicolo Libidinoso con i meravigliosi bagni pubblici, per poi addentrarsi nei vicoli delle Botteghucce, della Salamoia e dello Scriteriato, ma mai addentrasi nel vicolo delle Avventure, i mal capitati potrebbero essere derubati e chissà cos’altro. Interessanti sono l’associazione russo-ucraina Analfabetismo Raus e il palazzo bruciato dei sette Preti, un tour davvero esilarante grazie anche alla brillante traduzione di Caterina Garzonio che ne ha reso un’immagine vivida e fresca.

Gli autori

Quando i due concittadini si incontrarono a Mosca divennero inseparabili e per tutta la loro breve vita non fecero altro che scrivere racconti e romanzi divertenti, usando spesso pseudonimi come Tolstoevsky o Don Busilio (Don Basilio, personaggio dell’opera Il Barbiere di Siviglia) riuscendo incredibilmente ad aggirare sempre la censura. Molti loro libri sono diventati classici di culto, ma a raggiungere la fama internazionale fu soprattutto il romanzo Le dodici sedie, da cui furono tratti più di venti film. Nel biennio ’35-’36 Ilf e Petrov si recarono negli Stati Uniti e con una coppia americana attraversarono il Paese in auto, documentarono il tutto e pubblicarono un libro di viaggio, Odnoetazhnaja Amerika (America a un piano). Avevano molte idee e progetti, ma Ilf nel 1937 morì di tubercolosi. Due anni dopo a Petrov nacque un figlio che chiamò Ilja in onore dell’amico scomparso. Dopo la morte di Ilf, Petrov si dedicò al cinema e nel 1940 divenne direttore della rivista cult «Ogonjok». A seguito dell’invasione nazista scrisse reportage dal campo di battaglia. Mentre era in viaggio, di ritorno dalla Sebastopoli occupata, morì in un incidente aereo. Aveva in quel momento la stessa età di Ilf: trentanove anni.

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