La scrittrice obesa di Marisa Salabelle – Arkadia Edizioni

Titolo: La scrittrice obesa

Autrice: Marisa Salabelle

Editore: Arkadia ottobre 2022

Pagg:160

Recensione di Loredana Cilento

“Sì, perché la Susi era fatta proprio a modo suo, c’è poco da dire. Con quella mania che aveva di scribacchiare sempre e ovunque, con quell’altra mania di leggere qualsiasi cosa le capitasse a tiro, certe volte si estraniava proprio, non ti dava un minimo di considerazione, niente, come se non esistessi.”

Susanna Russo, La scrittrice obesa, protagonista dell’ultimo romanzo di Marisa Salabelle, pubblicato in ottobre da Arkadia nella collana Eclypse, è ossessionata dalla scrittura e dal cibo spazzatura, di entrambe non riesce a farne a meno. Scrive, legge, annota, convulsamente sui suoi quadernetti sbertucciati, attinge dalla realtà, nonostante non viva la quotidianità come noi la intendiamo; Susanna trascorre perlopiù le sue giornate sul divano rimpinzandosi di schifezze ordinate online, e scrivendo ininterrottamente, romanzi, racconti, ma anche ipotetiche lettere a personaggi morti o celebri del mondo musicale, e ovviamente alle case editrici per proporre i suoi romanzi. Susanna ha poche amiche soprattutto per il suo carattere scontroso, è sgarbata e per nulla diplomatica, Susanna dice esattamente quello che pensa.

Solo la gentile Suor Maria Consolazione, che cerca di inserirla nel programma di alfabetizzazione nelle comunità rom, e la sua amica di infanzia Lorella, maltrattata costantemente da Susanna per le sue relazioni. Dopo la morte della mamma, resta una vicina di casa che le porta teglie di lasagne fumanti, ma anche lei riceve col tempo lo stesso trattamento. Poco a poco le persone vicine si allontano, la solitudine e l’amarezza la portano a squilibri mentali, Susanna perde ogni aderenza con la realtà, i suoi personaggi a suoi occhi, prendono vita, l’accusano di averle creati inquieti e strani.

“Cosa c’è in me che non va?”, si chiedeva Susanna. “So scrivere, so raccontare, ho delle buone storie, creo personaggi che sembra di averli lì, tanto sono veri. Perché i lettori hanno preferito questo pastrocchio al mio romanzo? Perché la gente preferisce sorbirsi storiacce raffazzonate, senza né capo né coda, anziché leggersi delle belle storie che parlano di persone che potrebbero incontrare in giro, che narrano vicende non tanto banali e non tanto stravaganti, insomma storie come ne hanno scritto per secoli Balzac, Čechov, Raymond Carver o Alice Munro?”

Susanna, come già si leggerà dal prologo, verrà ritrovata esanime, nel chiuso del suo appartamento, tra sporcizia e cartoni di cibo ammuffiti, per rivivere successivamente attraverso la pubblicazione dei suoi innumerevoli romanzi.

Il mondo di Susanna sono i suoi personaggi, le storie che partorisce la sua mente, vite più che aderenti alla realtà, la sua frustrazione si acuisce quando vede pubblicata la raccolta di poesia del suo ex, non riesce a concepire che l’editoria possa prostrarsi di fronte a opere di così scarso livello: gli editori non accennano neppure a una risposta, un rifiuto, solo il silenzio.

Marisa Salabelle ritrae con un guizzo di amara ironia, una storia di emarginazione, solitudine ma anche, e soprattutto, una sferzata senza filtri del panorama editoriale attuale: la difficoltà di emergere, di farsi strada in un mondo competitivo e non sempre obbiettivo, l’editoria oggi racchiude un bacino di scrittori esordienti che tentano il colpaccio, si affidano ai crescenti e innumerevoli corsi di scrittura di ogni genere, corsi online, che promettono l’Eden a suon di quattrini. Una riflessione è d’obbligo: Cosa chiede oggi il mercato editoriale a uno scrittore? Conoscenze illustri? Come riconoscere un capolavoro? Dal corso di scrittura frequentato di Tizio o Caio?

Fa riflettere ancora come: da tutta quella sofferenza, il genio di Susanna non avrebbe potuto fiorire e regalare al mondo le bellissime opere che d’ora in poi, grazie al sacrificio della loro autrice, sarebbero state a disposizione dei lettori.” Le opere di Susanna sono davvero dei capolavori o la sua bulimica e tragica esistenza ha prodotto l’interesse editoriale in virtù di potenziali vendite e quindi una sorta di mercificazione della letteratura?

Susanna rappresenta tutto ciò che gira attorno alle pubblicazioni, sempre più crescenti, ma anche alla vastità di premi e riconoscimenti che a mio avviso non sono sempre così trasparenti.

Marisa Salabelle, con il suo piglio ironico, ci regala un romanzo bello e sincero!

Marisa Salabelle. È nata a Cagliari il 22 aprile 1955 e vive a Pistoia dal 1965. È laureata in Storia all’Università di Firenze e ha frequentato il triennio di studi teologici presso il Seminario arcivescovile della stessa città. Dal 1978 al 2016 ha insegnato nella scuola italiana. Nel 2015 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu (Piemme). Nel 2019 ha pubblicato il suo secondo romanzo, L’ultimo dei Santi (Tarka). Entrambi i romanzi sono stati finalisti al Premio letterario La Provincia in Giallo, rispettivamente nel 2016 e nel 2020. Nel settembre 2020 è uscito il romanzo storico-famigliare Gli ingranaggi dei ricordi (Arkadia Editore) e nel 2022 Il ferro da calza (Tarka), un giallo con ambientazione appenninica. Suoi articoli e racconti sono apparsi su riviste online e antologie cartacee.

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