Rimani davanti ai miei occhi

Rimani davanti ai miei occhi, e lascia
che il tuo sguardo infiammi i miei canti.

Resta fra le tue stelle, e alla loro luce
lascia ch’io accenda la mia adorazione.
La terra rimane in attesa
sul ciglio della strada del mondo;
Rimani in piedi sul verde mantello
ch’essa ha steso sul tuo cammino;
e fa ch’io senta nei fiori di campo
il prolungamento del mio saluto.

Resta nella mia sera solitaria
dove il mio cuore veglia da solo;
e colma la coppa della sua solitudine,
che sente in me l’infinità del tuo amore.

Rabindranath Tagore

Poeta, prosatore, drammaturgo e filosofo indiano di lingua bengalese, nacque il 6 maggio del 1861 nell’antica residenza famigliare di Jorasanko, a Calcutta

Recensione Mistero siciliano di Mario Giordano 

Mario Giordano

Newton Compton Editori

316 pagine

 

In concomitanza con l’uscita in Italia del romanzo giallo dello scrittore tedesco Mario Giordano, edito da Newton Compton, vi parlerò di Mistero siciliano e delle indagini di zia Poldi, una improvvisata detective, molto moderna e disinibita, alle prese con un caso davvero complicato.

Tra profumi di rosmarino e ibisco, la matura zia Poldi ci porterà alla soluzione del caso con il suo pungente umorismo…

E  Sarete letteralmente catapultati in una delle regioni più spettacolari d’Italia, la Sicilia.

Zia Poldi si trasferisce da Monaco di Baviera a Torre Archirafi, in Sicilia, la terra natia di suo marito, con l’intento di rosolarsi al caldo sole del sud Italia e ingollare vino finchè il corpo regge.

Ma naturalmente la tranquillità dura poco, Valentino un ragazzo buono e sempre cortese che l’aiutava nei lavori di casa, scompare improvvisamente, e lei non resiste, deve scoprire a tutti i costi cosa gli sia accaduto.

Figlia di un poliziotto tedesco, Poldi si mette sulle sue tracce, ripercorrendo luoghi e persone incontrate fino a imbattersi nel suo cadavere, deteturpato e quindi irriconoscibile.

L’indagine è seguita dall’ affascinate commissario Montana che non sarà immune al suo fascino, donna matura ma molto esuberante, anche se non vuole averla tra i piedi.

“«Si tenga fuori da questa storia, che di seccature ne ho già fin sopra i capelli».

«Sta dicendo», esclamò la Poldi elettrizzata, «che per sbaglio ho infilato un dito in un nido di vespe e adesso le stanno facendo pressioni perché l’indagine venga insabbiata…?”

 

Piano piano tutti i tasselli verranno messi insieme per un finale incredibile.

Ma veniamo ai personaggi, la famiglia di zia Poldi, i parenti del suo ex e defunto marito, vogliono tirarla fuori dalla sua malinconia:

 

“«Mei… mio Dio, Poldi, ma cosa vai a stare così lontano tutta sola?», disse, facendo rispuntare gli intercalari del dialetto bavarese. «Vieni a stare vicino a noi, così hai sempre qualcuno con cui chiacchierare e giocare a carte, arrivi a piedi ovunque, teatro, cinema, supermercato, ospedale… tutto dietro l’angolo, e halt, sai, abbiamo anche un paio di poliziotti mica male».” 

 

Da qui vedrete che sono tutto un programma, tanto che si faranno travolgere come un fiume in piena dalle indagini, nonostante le reticenze iniziali.

 

Inizialmente possiamo vedere zia Poldi come una moderna Miss Marple o come Jessica Fletcher, in realtà non ha nulla di questi personaggi;lei è una matura donna disinibita che non ha problemi a passeggiare in casa completamente nuda, in presenza del nipote, si scola bottiglie di alcolici come se non ci fosse un domani e non bada assolutamente a fare Bella Figura.

 

Perchè dico Bella Figura? Beh questo è un punto cardine che l’autore tedesco ha sottolineato;

 

“Il commissario mandò giù anche il whisky alla goccia. «Esatto».

Non c’è niente di peggio per un italiano, ancor più per un siciliano, di una brutta figura. Crisi economica, eruzioni vulcaniche, corruzione, emigrazione, mafia, emergenza rifiuti, sovrasfruttamento ittico del Mediterraneo: tutto si può sopportare con il fatalismo. Ma non le figuracce, quelle sono proprio inammissibili. La Bella figura, in Italia, è una religione. Innanzitutto è importante avere un aspetto curato e sufficientemente alla moda, scarpe come si deve e occhiali da sole giusti. Soprattutto, però, bisogna fare sempre la cosa più cool e non passare per scemo: questa per un italiano non è una scelta, è un must, una necessità, e implica anche che non si deve mettere in imbarazzo il prossimo. L’impazienza è inaccettabile, i confronti diretti banditi. Mai pagare separatamente un conto al ristorante, mai fare una gaffe, mai ricevere ospiti in una casa disordinata o ancora peggio sporca, mai porre domande intime. Mai dimenticare il titolo “dottore” quando si parla con persone colte, mai presentarsi senza dessert quando si è invitati a cena, mai lasciare cibo nel piatto, anche se uno sta per scoppiare. Così gli italiani praticano il culto della bellezza e delle giuste proporzioni”

 

Questa è solo una delle tante provocazione amaramente ironica, un feedback sulle abitudini, usi e costumi degli italini e dei siciliani, intenti a salvaguardare le apparenze anziché la sostanza.

E anche la visione plateale che ha dei matrimoni, l’opulenza e il Kitch fanno da padrona:

 

“Perché un matrimonio siciliano funziona così: X-centinaia ospiti si riuniscono in una sala ricevimenti, di solito una vecchia baracca multifunzionale piastrellata, per ingozzarsi per ore e ore. Perché anche ai matrimoni si tratta soprattutto di mangiare. Da bere c’è poco, una bottiglia per tavolo, e basta anche, perché come si è già detto i siciliani bevono poco. Trovano più gusto nel mangiare, e lo fanno per ore senza pause. La giovane coppia di sposini resta seduta tutto il tempo da sola a un tavolo a parte, davanti, con vista sulla miseria generale. Alle undici e mezza al massimo, tutti a casa. Musica? Se proprio è necessaria, una band dal vivo. Balli? Per carità. Party deliranti? Ma neanche per sogno. Un matrimonio siciliano è divertente come una punizione. ”…“Anche in questo caso, dunque, vale il principio supremo della Bella figura. L’importante è non dare l’idea di essere in ristrettezze”

 

Inizialmente si ha sensazione che l’autore abbia voluto colpire con una punta di sarcasmo, stereotipando abitudini e modi di fare, snocciolando una serie di luoghi comuni e imbarazzanti, ma credo che ci sia altro, ironizzando, sicuramente con destrezza e sagacia ha portato alla luce “piccoli vizi”, che spesso non si vedono, ma siamo poi sicuri che siano difetti o vizi, siamo proprio sicuri che il linguaggio colorito, i dialetti, i sontuosi matrimoni, i colori, gli odori che si diffondono, cuocendo una pasta alla Norma, siano difetti?.

Punti di vista sicuramente…Io non ho riso di queste bizzarre abitudini, ma ho sorriso con esse, e l’ uso di un linguaggio fresco, scorrevole, senza fronzosi ci dà l’idea quasi di un omaggio alle bellezze italiane, perchè in quanto tali, ne esalta la loro unicità.

E lo capiremo con una frase bellissima molto eloquente:

 

La Sicilia è un paradiso… siciliani inclusi”

 

La narrazione è affidata al nipote di zia Poldi , uno scrittore in erba che vorrebbe scrivere il romanzo della sua vita …:

scrivere una saga familiare tedesco-siciliana, una grande epopea lunga tre generazioni. Un vero mattone, teso, succoso, raccontato in maniera brillante, pieno di colpi di scena e immagini profonde, tizi strambi, canaglie barbute, bellezze eteree, molta carne, intrighi d’amore e notti tra lenzuola di seta; ”

 

Anche per questo libro vi consiglio un salto in libreria, una storia coivolgente,un giallo dai contorni noir in una Sicilia ricca di profumi di mandorla e dolcetti di marzapane.

Ma anche amicizia, amore e …fantasia!

 

 

Mario Giordano

è nato nel 1963 a Monaco di Baviera e vive a Colonia. Scrive romanzi, libri per ragazzi e sceneggiature

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tienimi per mano…

Tienimi per mano al tramonto,quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…

Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…

Tienimi per mano…

portami dove il tempo non esiste…

Tienila stretta nel difficile vivere.

Tienimi per mano…

nei giorni in cui mi sento disorientato…

cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…

Tienimi la mano,

e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…

Tienimi per mano e non lasciarmi andare…

mai…
(Herman Hesse)

Buongiorno e teniamoci per mano !

Recensione Nessun Colpevole di J.T. Ellison

 

 

 J.T.Ellison ci regala un thriller straordinario, denso di colpi di scena, una storia intricata e costruita ad arte per lasciare il lettore senza fiato e totalmente spiazzato.

Ma veniamo alla trama che vi assicuro è talmente coinvolgente che non potrete fare a meno di leggere questo libro.

Joshua Hamilton, marito amorevole di Aubrey viene legalmente dichiarato morto a cinque anni dalla sua misteriosa scomparsa avvenuta la notte dell’addio al celibato del suo migliore amico. Sarà l’ultima notte in cui Aubrey, con un bacio, saluterà il marito nell’hotel dove si erano recati per festeggiare i futuri sposi.

Cinque anni sono passati e cinque anni di angoscia per Aubrey, accusata della sua morte; tra sofferenza e pregiudizi cerca di andare avanti, gli interrogativi sono tanti soprattutto quando nella sua vita si presenterà uno sconosciuto dall’aspetto vagamente familiare.

Tanti personaggi si alterneranno per raccontare la loro storia, tra presente e passato per guidarci in un thriller a dir poco adrenalinico.

Aubrey è una persona forte apparentemente, ma la scomparsa del marito ha fatto crollare la sua corazza che nei duri anni della sua adolescenza aveva fortificato, una vita dura, come dicevo, allevata in una casa famiglia dopo la morte dei genitori, ma lei e Josh fin da piccoli hanno affrontato insieme le avversità:

“Non sarei sopravvissuta alla mia infanzia se tu non mi avessi voluta, amata e legata a te”

 

E tutto questo, nonostante il rifiuto totale della suocera, Daisy, che da sempre non ha nascosto il suo odio atavico verso Aubrey…

“La perdita di Josh non era una punizione sufficiente per quella ragazza. Daisy voleva annientarla, farla a pezzi e vederla a terra sanguinante

Josh, giovane specializzando in medicina, appassionato e amorevole è sempre stato il tipico ragazzo della porta accanto.

Ma cosa è realmente accaduto a questa perfetta coppia innamorata e complice nella vita?

Chase è una figura enigmatica, che improvvisamente e per un “caso” incontra Aubrey e se ne innamorerà, ma cosa nasconde dietro quest’aria da bravo ragazzo?

Ma neanche lui, in fondo, resiste al fascino di Aubrey…

“…gli importava solo di accarezzarla, di sprofondare dentro di lei. Annusare il suo profumo e farla ridere.”

La storia si dipana tra presente e passato, un ritmo incalzante e una prosa incisiva, uno stile asciutto che arriva al lettore in modo immediato, senza essere capzioso e pretenzioso.

J.T. Ellison ha creato una storia ricca, direi un piccolo gioiello tra il genere thriller, suspanse e intrigo che fanno di questo libro un vero capolavoro.

Il mio consiglio è: correte a leggerlo rimarrete completamente assorbiti e spiazzati da questa incredibile storia, c’è azione, inganno, intrigo e passione!

Autrice:

J.T.Ellison ha scritto diversi thriller psicologici, con Catherine  Coulter ha dato vita al protagonista agente dell’FBI Nicholas Drummond

 

Titolo: Nessun Colpevole

Autore: J.T. Ellison

Pagine:383

Editore: Newton Compton

 

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Recensione Chiamami ancora donna di Valentina Trenta

Chiamami ancora donna di Valentina Trenta

 Oggi  vi parlerò di Chiamami ancora donna di Valentina Trenta, un libro da lasciare senza parole, e ci fa riflettere ampiamente.

L’argomento trattato è delicato, e purtroppo anche doloroso, è stato difficile per me parlarne, cercherò di rendergli il giusto merito, perché oltre alla storia siamo di fronte a una bella scrittura in cui pensieri, sentimenti e stati d’animo sono stati descritti sapientemente.

Ma veniamo alla trama:

 

-Chiara è un’illustratrice freelance. Con l’ambizione e la determinazione che la contraddistinguono, riesce a farsi strada nel suo settore. Il suo carattere deciso le permette di realizzarsi e di non rinunciare alle sue passioni:

Sono una di quelle donne che non esigono la perfezione assoluta. Vivo la mia vita, cercando di

rimanere fedele a me stessa e ai miei sogni.

Di mestiere faccio l’illustratrice freelance. Una disegnatrice di schizzi di vita, alle prese con

una realtà sognante e con dei sogni realistici

 

-Il disegno per Chiara è l’espressione più completa della sua personalità. Sin da piccola, difende la sua passione da chi la definisce una frivolezza o un hobby. Quando Chiara prende in mano la matita diventa come una fata, con al sua bacchetta magica. Per caso, incontra Edoardo che sembra quasi la sua versione al maschile. Lui è uno chef affermato. Tanta gavetta, lavori in giro per il mondo e voglia di vivere ogni sfumatura della vita.-

Il suo primo successo fu acclamato dalla sala con un applauso:

 

Un cameriere entrò di corsa in cucina e disse:

Ti vogliono in sala, chef mi comunicò, compiaciuto.

Arrivo subito risposi trafelato.

Se avessi potuto colorare quell’emozione forte che provai quando mi ritrovai davanti a tutti

quei clienti entusiasti, avrei scelto il rosso. Una sfumatura accesa, sanguigna, passionale.

 

Quando si incontrano, tutto diventa naturale. Non ci sono forzature. I sentimenti che vivono sono lo sfondo delle loro vite piene e realizzate. Nessuno dei due si appoggia all’altro, diventano semplicemente prolungamento delle proprie esistenze. Nel mezzo della loro quotidianità, arriva la malattia di Chiara. Un tumore che le porterà via, temporaneamente, la voglia di combattere.-

 

Non è facile affrontare un vero salto nel buio, non c’è il paracadute, l’unica cosa che puoi

sperare è che alla fine del salto ti aspetti un enorme materasso, ad attutire il colpo.

 

Durante le terapie Chiara incontrerà tre donne che tra gioie e dolori si farà spazio un’amicizia importante, leale, ma soprattutto unita, come una famiglia. Donne che  hanno sempre lottato con tenacia per affermarsi nella vita e nell’amore, che non hanno mai rinunciato ai propri sogni e il destino le unisce condividendo e battendosi per lo stesso male fino alla fine.

 

“Quando erano insieme, non sembravano quattro donne malate.

Erano bellissime.

Chi con un foulard colorato, chi con un cappellino, non nascondevano il dolore, ma gli davano

nuove forme e nuovi colori.

 

Chiara lotta ma il destino, la malattia sembrano accanirsi …beh non vi racconterò altro perché Chiamami ancora donna va letto semplicemente e con il cuore lasciandolo entrare e sedimentare nella nostra anima, molti libri vengono definiti “un pugno nello stomaco” per le tematiche, per la scrittura, per come vengono affrontati certi argomenti e devo dire che Valentina in questo è stata davvero delicata, stile e sobrietà  sono ineccepibili.

 

Ma come si può far fronte a tanto dolore? Quando le forze ci abbandonano, quando la speranza si spegne come la fiamma di una candela al vento, il soffio di vita che lentamente sembra abbandonare il corpo, come si può?

Difficile rispondere, c’è qualcosa però che può alimentare quella fiamma; è l’amore, l’amore di Edoardo per Chiara, due corpi, un’anima, una grande passione:

 

Quando ho girato lo sguardo e nella stanza ho trovato Edoardo, ho provato una sensazione

fortissima.

Ci sono persone che puoi anche smettere di vedere, ma ti resteranno dentro perché sono parte

del tuo mondo.

 

Il nostro amore è stato sempre libero e particolare. Dentro quell’ amore, c’eravamo noi.

 

E credo che non basti una cicatrice per cancellare il vero amore!

 

Devo complimentarmi con Valentina Trenta per la forza, per la scrittura soprattutto, ricca, scorrevole, per come ha trasformato un argomento così delicato in potenza narrativa

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