Il mio nome è Mostro, il libro distopico di Kate Hale – Liberilibri

Il mio nome è Mostro di Katie Hale

Liberilibri Editrice, 2020

Traduzione Carla Maggiori

ISBN: 88-98094-68-X – EA7N: 9788898094684

Recensione di Loredana Cilento

La mia storia comincia in questo momento. Con me, seduta accanto a una finestra, su un’isola bloccata dal ghiaccio, l’unico essere umano rimasto.

Dico che la mia storia comincia qui perché, come si sa, ogni fine è sempre una sorte di inizio.

La britannica Katie Hale esordisce con un libro che letto oggi sembrerebbe annunciare il futuro, Il mio nome è Mostro, pubblicato in Italia da Liberilibri Editrice e tradotto da Carla Maggiori.most

L’umanità è stata letteralmente spazzata via prima da una Guerra e poi da una devastante Malattia, un’epidemia che ha risparmiato, apparentemente, solo una ragazza, che dal suo Deposito di semi immerso tra i ghiacciai si appresta a lasciare la Gran Bretagna per raggiungere la Scozia.

Il suo cammino è fatto di ricordi e sensazioni, quelle vissute prima della Guerra e della Malattia, i suoi pensieri vanno ai suoi genitori: il padre la chiamava Mostro, uno scherzo affettuoso, che sa di premonizione, solo un mostro può sopravvivere quando nessuno ci riesce. Ripensa ai loro volti sorridenti, alla gestualità e ai rituali quotidiani, ma i vuoti persistono nella sua mente oramai impegnata a sopravvivere.

L’immagine delle città lugubremente vuote dove la Malattia ha mietuto le sue vittime come un fuoco purificatore, si stagliano davanti ai suoi occhi, ma soprattutto la Hale riesce a farci immaginare questo enorme palcoscenico di morte e desolazione, rapportandolo a noi come un’eventualità, ma che oggi, con la pandemia non ancora alle spalle, ci si domanda quanto tutto questo potrebbe essere reale.

Lunghi monologhi interiori accompagnano Mostro nel suo viaggio, soprattutto introspettivo, dove a tenerle compagnia sono i ricordi di infanzia, non sempre positivi, ma che la guidano attraverso la Natura che sembra riprendersi il suo posto nel mondo: fuoco, acqua, ghiaccio, la flora e la fauna, sono elementi protagonisti e reali.

Ma la solitudine di Mostro cambierà con l’incontro inaspettato di un’altra superstite dopo l’Ultima Caduta, una ragazzina alla quale insegnerà parole mai sentite da quest’ultima.

Ho deciso di chiamarla Mostro. Voglio che sopravviva, così il mio nome sopravvivrà con lei…La ragazza imparerà a resistere.

Ma mentre per Madre tutto è vuoto, per la nuova Mostro tutto è pieno.

Nel continuum di esistenza, nello scorrere del tempo scandito dal sopravvivere, in cerca di cibo, vestiti e normalità, la percezione cambia e si adegua, ma con uno sguardo al futuro, alla creazione al potere della resistenza nonostante la morte attorno alla loro vita.

E così le due giovani protagoniste ascoltano finalmente, nel silenzio assordante del mondo, il sibilo del vento, lo scorrere delle acque, i piccoli versi dei pochi animali in vita, e dal quello sciabolante silenzio nascerà un altro Silenzio pieno di vita, perché il mondo continua a esistere.

Un esordio quello della Hale eccezionale, che irrompe in un momento pandemico attuale, senza mezzi termini e senza compiacimenti, ci disegna un panorama cancellato, dove tutti si danno la colpa dell’epidemia, che non si arresta, la lotta in cerca di risorse, farmaci, per lasciare il mondo nel silenzio, quello stesso silenzio ascoltato durante il lockdown, quel silenzio chiuso tra le mura di casa, quel silenzio che sembrava senza fine in attesa della Fase 2.

Con il suo stile poetico ed essenziale Kate Hale ci regala un piccolo grande capolavoro.

Katie Hale (1990), britannica, si è laureata in Letteratura inglese alla University of London nel 2012 e in Scrittura creativa nel 2013 alla University of St Andrews. Nel 2019 ha ricevuto la prestigiosa MacDowell Fellowship. Il mio nome è Mostro è il suo romanzo d’esordio.

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