Recensione- Né padri né figli- Osvaldo Capraro

Titolo: Né padri Né figli

 

Autore:Osvaldo Capraro

Edizione: TerraRossa, collana Fondanti

Pubblicazione:2017

Pagg:214

Prezzo:13,00 €

ISBN: 978-88-94845-01-3

 

Osvaldo Capraro e il suo Né padri né figli dà il via alla mia conoscenza con la  nuova realtà editoriale TerraRossa edizioni, nella collana Fondanti che si occupa di recuperare i  libri fuori catalogo e dargli nuova vita.

Inizierò col parlarvi, come spesso accade, della copertina, un rosso vivace molto attraente, al centro un elemento che ci riporterà al libro, e leggendolo saprete perché.

Abbiamo anche una particolarità che contraddistingue le edizioni TerraRossa, oltre alla classica presentazione c’è la segnalazione, “LETTORE IDEALE” e chi è il lettore ideale per questo libro?

 

chi si fa prendere dalla narrazione e si affeziona ai personaggi; chi crede che il noir non sia un sottogenere e chi invece ne è convinto ma potrebbe ricredersi; chi non immagina quanto sia labile il confine tra criminalità e istituzioni.”

 

e ora seguitemi… vi porterò a Brindisi e non quella che conoscete, non solo profumi, paesaggi e colori che offre, ma vi condurrò in una Brindisi molto noir, in uno spaccato di vita duro e vero.

 

La storia di Mino dall’infanzia difficile, allontanato dalla famiglia per le molestie subite dal padre, e  la storia di Don Paolo, in forte crisi vocazionale, innamorato di una donna.

Mino che ama giocare a calcio ma è ammaliato dalla vita criminale nell’ambiente della Sacra Corona Unita.

Le due storie si intrecceranno in un crescendo di eventi dal ritmo forte, crudo, a tratti sconvolgente.

Due mondi, due realtà, lontane ma che cercano il loro posto:

 

“I cipressi segnano il confine tra due mondi, da quella parte la strada che scende in città, di qua il cimitero.”

Due mondi che si trovano al limite, un limite che viene varcato, il limite del non ritorno, dove non conta più nulla:

 

l’amicizia non conta niente nell’Associazione, non contano padri, madri, fratelli e sorelle. Non contano gli amici. ”

 

Osvaldo Capraro nella sua opera affronta un tema scottante come la criminalità all’interno di una cosca mafiosa che attira giovani in difficoltà seducendoli con promesse di ricchezza e potenza:

“Digli che ti mando io e che ho bisogno di cinque chili di roba. La compri a cinquanta milioni e te la rivendi a quanto ti pare”

…“«Diciamo un paio di viaggi al mese e se ci sai fare diventi miliardario in poco tempo. Quanti anni hai?»

«Sedici.»”

Per Mino è l’inizio della fine…

Ma non solo, si innesca in questo contesto, socialmente labile, un’altra componente, la ramificazione della corruzione, il limite tra giustizie e criminalità

Don Paolo è in crisi, come uomo, ma soprattutto come sacerdote; innamorato di Anna e della sua fede, ma lo sappiamo le due cose non sono condivisibili, tant’è che lascerà il piacere della carne per il solo piacere dello spirito, ma nell’ambito ecclesiastico si pone una domanda interessante:

 “«Eccellenza, mi scusi se mi permetto, ma in tutta coscienza vedo che lei non punisce tutte le relazioni sbagliate. Per esempio, lei sorvola su trattative con gente poco affidabile.»

«Non capisco…»

«Sarà sicuramente a conoscenza del terreno venduto al signor Guadalupi e sul quale dicono sarà costruito un grande supermercato. Ora, l’impegno di don Antonio per le casse della diocesi è lodevole, ma il signor Guadalupi è persona molto discutibile.»”

 

Un testo di rara bellezza oserei dire, Osvaldo Capraro impiega due registri linguistici per due contesti, socialmente e psicologicamente diversi. Un ambiente poco formale con un linguaggio dialettale con termini forti e d’impatto e un ambiente più formale, rigido e arcaico come la Chiesa.

I due stili si fondono perfettamente dando vita a un testo che supera la semplice bellezza del contenuto come argomentazione, va oltre.

La narrazione è intensa e le aspettative del “lettore ideale” sono soddisfatte pienamente, un noir forte e vero, se dovessi descrivere in poche parole direi che, e concedetemi il termine,“ è un pugno nello stomaco”.

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Ringrazio TerraRossa per questo piccolo, grande gioiello!

 

 

Autore:

Osvaldo Capraro ha esordito con Il pianeta delle isole rapite (la meridiana) e nel 2006 ha vinto il Premio Città

 

di Bari con la prima edizione e/o di Né padri né figli; è seguito il romanzo Nessun altro mondo (Stilo). Ha partecipato alle antologie Qualcosa da dire. Voci da una Puglia migliore (Kora), Ogni maledetta domenica (minimum fax) e Meridione d’inchiostro. Racconti inediti di scrittori del

Sud (Stilo). Suoi articoli e racconti sono apparsi su «Lo Straniero» e «Nuovi Argomenti».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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