Il bianco e il nero di Amal Bouchareb – Le Assassine Edizioni

Recensione di Loredana Cilento

“In realtà yemma Maryam non sapeva perché la vista di quella vecchia la portasse a rivangare nel passato… Forse la ragione era quel hayk che indossava e che le ricordava, ogni volta che lo guardava, storie in bianco e nero dell’archivio della sua vita.”

Atmosfere ricche e intriganti nel nuovo libro della scrittrice e giornalista algerina Amal Bouchareb, Il bianco e il nero (pagg.288), finalista nel 2015 del premio Assia Djebar e del premio Mohammed Dib nel 2016, tradotto per la casa editrice Le Assassine dall’arabo da Hocine Benchina e Jolanda Guardi con il titolo originale Sakarāt Nağma, traduzione ridotta rispetto alla versione in arabo per scelta dell’autrice così come il titolo in italiano.

Ilyas Mad, artista italo-algerino, professore di stili e tecniche di disegno contemporaneo presso l’Accademia Albertina di Torino su indicazione di un maestro sufi, ritorna ad Algeri per ritrovare l’ispirazione persa da tempo e dipingere il quadro perfetto, ma Ilyas troverà la morte nel suo paese natale nell’appartamento di suo nonno. Le indagini sono a un punto morto e il caso è archiviato come suicidio.

È davvero un suicidio? Eppure Ilyas aveva già svelato il mistero del numero 4, che nella numerologia algerina simboleggia il bianco, colore predominante nell’ultimo quadro dipinto da Ilyes, completamente bianco e intitolato Nedjma.

Molti personaggi e storie personali si intrecciano in un giallo dalle tante sfumature: da un lato abbiamo gli usi e i costumi arabi, il simbolismo, le celebrazioni; dall’altro abbiamo una Torino magica che sarà da sfondo a tante curiosità.

“In realtà la leggenda della fortuna legata a quella mano aveva contribuito ad alimentare la fama di Torino come città magica. La città, con la sua quieta bellezza reale, era considerata uno dei centri principali della magia bianca in Europa.”

Il bianco e il nero è soprattutto il ritratto di un paese che lentamente si è modificato dopo la deruralizzazione in Algeria con la rivoluzione e l’indipendenza e il ripopolamento dei vari quartieri, ma è soprattutto mistero, quello che si cela dietro la morte dell’artista che fino alla fine terrà il lettore con il fiato sospeso e non lascia alcun spazio a una soluzione immediata, è una sciarada inestricabile che si pone su più piani temporali che si mescolano nel caos e nei frammenti di riflessioni e memorie, dei vari personaggi tratteggiati con precisione chirurgica, che innescano un alto livello di aspettative e di attenzione, coinvolgente ed enigmatico Il bianco e il nero si distingue per la forte carica emotiva e le suggestive immagini evocative.

Amal Bouchareb scrittrice e giornalista algerina, classe 1984. Laureata in traduzione, ha conseguito un master e insegnato nel dipartimento di inglese della Scuola Normale Superiore di Algeri. È stata caporedattrice della rivista letteraria Aklam. I suoi racconti e i suoi romanzi hanno ottenuto importanti premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Ha tradotto in arabo molti autori italiani, sia classici sia moderni e contemporanei, come Niccolò Machiavelli, Pier Paolo Pasolini e Andrea Monticone. Per Buendia Books ha già pubblicato L’odore, racconto vincitore del Festival International de la Littérature et livre de jeunesse (FELIV) 2008 ad Algeri e riscritto in italiano da lei stessa. Nel 2020 esce il suo secondo libro in Italia l’anticonformista sempre per i tipi di Beuendia Books.

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