La luce della bellezza ellenica e l’ombra della contemporaneità nella silloge poetica di Grazia Procino – E sia- Landolfi Editore

E sia di Grazia Procino

Silloge poetica, Landolfi Editore, 2019

 

Recensione di Loredana Cilento

 

 

 

In qualche parte del mondo

c’è un’olla di felicità

che mi aspetta.

 

L’eleganza del classicismo è la forma più alta della poesia, con E sia, la silloge poetica di Grazia Procino, Landolfi Editore, ne è un chiaro esempio; ci addentreremo in un tempo dilatato tra presente e passato, tra la bellezza della cultura ellenica allamodernità, riconducibile ad atmosfere vicine a noi.

 

Suddiviso in quattro sezioni, stasami, raggiunge l’apice della drammaticità sin dai primi versi con un prologo solenne e che dà quel senso di ampio lirismo caro a una poesia di grande livello.

 

L’umanità che arriva al capolinea, per l’odio che ogni giorno assistiamo in un silenzio assordante, si odono le grida di chi non ha futuro.

 

Sono versi impetuosi che urlano al mondo la sofferenza di chi cerca se stesso/Passiamo una vita intera a cercare il senso/Quando lo sfioriamo– è viscido, non si afferra – inquieti,delusi ci dirigiamo altrove.

 

Ma l’affato poetico della Procino ci tocca le famose corde emozionali, quando si pone quelle domande alle quali tutti cerchiamo delle risposte Abbiamo pregato – tutti, in silenzio – per questo paese /addormentato sulle colline/ Ci sarà il risveglio?

Quando innaffieremo i cipressi per i morti/avremo un futuro.

 

In un’epoca offuscata dalla inumana recrudescenza sociale, afflitta, inasprita, delusa, riusciremo a risvegliarci, ad allontanare il dolore, a staccarci da quei giorni esili e impietosi che imperversano sulla nostra vita? In un epilogo solenne racchiude il senso della vita, melanconico, riflessivo, corale, Ameremo senza stancarci/in stanze grandi a contenere cieli

neri come la pece/per confondere il mio dal tuo/ ed essere nostro.

Torneremo a godere di vita.

 

Contenuti profondi che fanno amare la poesia, talvolta offuscata da un momento culturale di ristagno, dove resta poco e dove non ci sono scialuppe di salvataggio, ma nella grazia della Procino possiamo rivedere una speranza

Quando mi vedo con i tuoi occhi

sono bellissima

e il mio viso si accende di luce seducente.

È il miracolo dell’amore

– mi direte, voi attenti equilibristi dalle sagge

[osservazioni.

È iniziata l’estate e tutto si colora a vivaci tasselli.

 

 

Grazia Procino è pugliese della terra di Bari, di Gioia del Colle. Laureata in Lettere classiche, insegna nel Liceo Classico di Gioia del Colle, che ha frequentato da studentessa. Appassionata di lettura da sempre, recensisce libri di narrativa italiana e cura una rubrica di letteratura classica dal titolo “ Allois ophtalmois” sul blog letterario “Diario di pensieri persi”. Nel febbraio del 2016 sono stati pubblicati tre suoi haiku nel volume “ Haiku tra meridiani e paralleli III stagione” edito da Fusibilialibri.  “Soffi di nuvole” è stata la sua prima raccolta di poesie, edita da Scatole parlanti ( marzo 2017).

 

E sia ha la struttura di un dramma greco: si apre con il prologo, si snoda nella sua partitura con gli stasimi cantati dal coro e le monodie, e si conclude con un epilogo. L’autrice va alla ricerca della antica madre, la Grecia, origine della cultura e della civiltàoccidentale, per scoprire il cuneo d’ombra della contemporaneità,a verità brutale e terribile, che va,

però, guardata negli occhi per assaporare la sostanza di essere interamente uomini.

 

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