Azzardi del corpo, una geografia degli affetti in una spietata Bogotà, María Ospina Pizano, Edicola Ediciones.

Azzardi del corpo di Maria  Ospina Pizano

 Edicola Ediciones, marzo 2020

Traduzione di Amaranta Sbardella

 

Recensione di Loredana Cilento

 

Marcela preferirebbe  non dover assistere a quella fase di purghe ed espunzioni che renderà il testo conci-so e ha scelto di tenere per sé alcuni segreti. Cercherà di omettere la silenziosa devozione verso quegli uccelli che aveva osservato per anni, decifrandone i rituali e le migrazioni, disegnandoli nel suo quaderno con nomi inventati. Non farà cenno nemmeno allo sforzo di immaginare cosa osservassero dall’alto dei rami quando infuriavano i bombardamenti e le raffiche. Cosa rintronasse nei loro cuori a ogni esplosione. Tutto questo non merita di essere cancellato.

 

Il corpo è lo specchio della nostra anima, ne sono fortemente convinta soprattutto dopo aver letto Azzardi del corpo, l’esordio straordinario della scrittrice colombiana Maria Ospina Pizano, tradotto in Italia grazie a Edicola Ediciones, da Amaranta Sbardella.

 

Maria Ospina Pizano è una studiosa della lingua latinoamericana, Azzardi del corpo è una sorpresa davvero illuminante.

 

Sei storie che si intrecciano, sei donne che vivono a modo loro il proprio corpo, sei voci intime e corali che esplorano ed esprimono, attraverso gesti,  che sembrano esulare da ogni logica e invece si collegano perfettamente al corpo e alla mente.

 

Le immagini che si susseguono sono a dir poco palpabili, sono donne che hanno vissuto il tormento di una nazione sfatta e che cerca di ricucire le crepe nel tessuto sociale.

Riusciamo a percecipe dai quei gesti, dal muoversi di corpi che cercano di adattarsi a una vita completamente diversa, è il caso di Policarpa/Marcela,  ex guerrigliera, ex figlia, ex sorella, che non riesce a stare dietro a una cassa del Carrefour, che ascolta gli uccelli e ripensa con rammarico ai giorni di guerriglia volendo lasciare una testimonianza di quella vita, ma le sue parole non si adattano al pubblico e la redattrice elude, taglia, cancella, riaccomoda epurando dal superfluo esplicitando e rafforzando momenti  insignificanti.

 

Prende vita, intrecciandosi con Marcela, la domestica Zenaide, sua sorella, che accudisce una bambina che mangia manciate di terreno impastato con acqua e gusta con passione le gomme già masticate da altri, Zenaide che scrive lettere a un fidanzato invisibile, ma che porta in grembo un figlio vero.

 

Gambe, occhi, capelli, nella clinica delle bambole, Estefania, che nutre l’illusione di andarsene via, si prende cura delle bambole malate, ricomponendo con minuziosa attenzione i particolari a volte estirpati dalla bambine un po’ vispe; l’ospedale presto verrà venduto.

L’anziana Mirla non riesce invece ad adattarsi al suo corpoche invecchia, a quella pelle che accoglie ormai pochi peli superflui e che vengono estirpati in pochi e veloci gesti dell’estetista Martica, quest’ultima che era riuscita a risalire i trionfanti gradini della classe media, massaggiando e prendendosi cura di mani e piedi, per far studiare Estefania, la nipote, a New York.

 

Aurora che tenta di salvare scrivendo forse, una giovanissima donna dalle parole sgrammaticate.

Maria Ospina Pizano con grazia ed eleganza esplora con intima femminilità, attraverso vari gap generazioni, in un contesto sociale che lentamente si riprende dalla violenza e dalla criminalità che ha segnato un paese, e lo fa con i gesti, con una sinuosa geografia del corpo.

Donne che lottano per rimettersi in gioco, donne che fuggono anche se non vogliono, donne che guardano al passato con un occhio al futuro.

 

Azzardi del corpo è un libro bellissimo, se vogliamo usare un termine comune, ma che rende perfettamente l’idea, si evince soprattutto una straordinaria bravura nell’uso del vari registri linguistici che si adattano ai corpi come una seconda pelle; non dimenticherò Mirla, l’anziana signora che collezione forbicine con venerazione; non dimenticherò Marcela che ascolta gli uccelli; non dimenticherò Aurora e il suo sguardo attraverso la finestra, e neppure Estefania, Martica, Zenaide, non dimenticherò che il corpo è il tempio di un’anima spesso tormentata, che si affanna  a salvarsi in un paese ferito e ricco di contradditorie disuguaglianze.

 

 

 

 

 

 

 

 

María Ospina Pizano è nata a Bogotá nel 1977. Insegna cinema e letteratura latinoamericana negli Stati Uniti. Si è occupata di critica culturale, approfondendo i temi della memoria, del territorio e della violenza. Gli azzardi del corpo, pubblicato in Colombia, Cile e negli Stati Uniti, è la sua prima raccolta di racconti.

 

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